Perché
Per individuare gli ambiti impattati dalla realizzazione dell’opera, anche nei casi in cui la normativa (nazionale DPR 12 aprile 1994 – allegati B1; B2; B3 - e/o regionale) non lo preveda specificatamente; per dimostrare che l’opera è stata concepita per avere caratteristiche e modalità realizzative il meno impattanti possibile.
Come
attraverso:
- l’esame dell’apparato pianificatorio vigente sull’area di studio relativa all’opera (quadro programmatico);
- l’analisi delle caratteristiche realizzative dell’opera (quadro progettuale);
- la caratterizzazione del contesto (quadro ambientale) in cui l’opera verrà realizzata.
In particolare vengono considerati i seguenti sistemi ambientali:
- atmosfera,
- acqua,
- suolo e sottosuolo,
- vegetazione,
- flora e fauna,
- paesaggio,
- rumore e vibrazioni,
- radiazioni ionizzanti e non,
- attività socio economiche,
- salute pubblica.
Una volta definita la caratterizzazione e confrontata con le caratteristiche dell’opera e le modifiche indotte dalla realizzazione della stessa, viene stimato l’impatto dell’opera. La documentazione prodotta è costituita da una relazione tecnica in merito ai tre quadri sopra citati e dalla cartografia di pianificazione inerente l’opera.
Vantaggi
Possibilità per il progettista di mantenere un contatto diretto con gli impattisti per un adeguamento in tempo reale del progetto, ottimizzando i tempi di successiva approvazione del progetto da parte degli enti preposti; affidamento della verifica degli impatti ad una struttura qualificata anche per l’eventuale successivo studio di impatto ambientale.

