Verde e barriere antirumore: quando la vegetazione aiuta davvero e quando invece è solo estetica

Un filare di alberi può fermare il rumore di una strada?

È una domanda che ritorna spesso quando si parla di mitigazione acustica e inserimento paesaggistico delle infrastrutture.

La risposta è meno immediata di quanto sembri.

La vegetazione può avere un ruolo importante nella qualità percepita di un luogo, può schermare visivamente una strada o un’infrastruttura e può contribuire a creare ambienti più gradevoli.

Ma verde e barriera antirumore non sono necessariamente la stessa cosa.

Quando l’obiettivo è ottenere una riduzione acustica misurabile, è necessario distinguere ciò che migliora il paesaggio da ciò che effettivamente modifica la propagazione del suono.

Perché una siepe non equivale a una barriera acustica

A prima vista una vegetazione fitta può sembrare una schermatura.

Dal punto di vista acustico, però, il comportamento è molto diverso da quello di una barriera progettata appositamente per interrompere la propagazione del rumore.

Una siepe, un filare di alberi o una fascia verde presentano infatti inevitabilmente spazi tra foglie, rami e tronchi.

Il rumore riesce quindi ad attraversare la vegetazione molto più facilmente rispetto a un elemento continuo.

Questo non significa che il verde sia inutile.

Significa semplicemente che non dovrebbe essere considerato automaticamente come sostituto di una schermatura acustica progettata e dimensionata per quello scopo.

La percezione del rumore non dipende soltanto dai decibel

C’è però un aspetto interessante.

Due luoghi caratterizzati da condizioni acustiche simili possono essere percepiti in maniera differente dalle persone.

Vedere direttamente una strada molto trafficata può aumentare la sensazione di disturbo.

Nasconderla attraverso vegetazione o elementi architettonici può invece contribuire a rendere lo spazio più gradevole.

È qui che il verde assume un ruolo particolarmente interessante.

Non necessariamente perché elimina da solo il rumore, ma perché può contribuire alla qualità complessiva dell’ambiente.

Una corretta progettazione può quindi lavorare contemporaneamente su due livelli:

ridurre realmente la propagazione sonora e migliorare la percezione visiva dell’infrastruttura.

Barriera acustica e vegetazione possono lavorare insieme

La soluzione più interessante, in molti contesti, non consiste nello scegliere tra barriera e verde.

Consiste nel combinarli.

Una schermatura acustica può fornire la prestazione tecnica necessaria, mentre vegetazione e sistemazione paesaggistica possono contribuire a integrarla nell’ambiente circostante.

Il risultato può essere particolarmente efficace in prossimità di:

  • aree residenziali;
  • piste ciclabili;
  • percorsi pedonali;
  • parchi;
  • scuole;
  • infrastrutture inserite in contesti urbani;
  • zone nelle quali l’impatto visivo dell’opera rappresenta un elemento progettuale importante.

In questi casi la barriera smette di essere percepita esclusivamente come elemento tecnico e può diventare parte del progetto urbano.

Il rischio del “muro”

Una delle principali criticità delle schermature acustiche è la loro dimensione.

Quando una barriera raggiunge altezze importanti o si sviluppa per centinaia di metri può modificare in modo significativo il paesaggio.

Una progettazione poco attenta rischia di creare quello che viene percepito come un vero e proprio muro.

Il problema non riguarda soltanto l’estetica.

In un contesto urbano una barriera può influenzare:

visibilità, luminosità, percezione degli spazi e rapporto tra l’infrastruttura e ciò che la circonda.

Per questo oggi è sempre più importante progettare non soltanto quanto deve isolare una barriera, ma anche come deve inserirsi nel territorio.

Materiali diversi per evitare superfici monotone

Una delle possibilità è combinare materiali differenti.

Elementi metallici, pannelli trasparenti, calcestruzzo e soluzioni con differenti finiture possono essere alternati o integrati all’interno dello stesso intervento.

Questo permette di evitare superfici uniformi e di adattare l’opera alle caratteristiche del contesto.

Una porzione trasparente può, ad esempio, preservare una visuale.

Una parte opaca può rispondere ad altre esigenze tecniche o architettoniche.

Vegetazione e sistemazioni esterne possono infine contribuire a raccordare la barriera con il territorio.

La progettazione acustica diventa quindi anche progettazione dello spazio.

Non basta mettere delle piante davanti alla barriera

Integrare il verde richiede comunque attenzione.

Le specie vegetali devono essere compatibili con l’ambiente, lo spazio disponibile e le esigenze di manutenzione.

Bisogna inoltre evitare che la vegetazione interferisca con:

  • ispezioni;
  • sistemi di fissaggio;
  • drenaggi;
  • accessibilità per la manutenzione;
  • visibilità necessaria alla sicurezza;
  • altre infrastrutture presenti.

Anche il verde, quindi, deve essere progettato.

Una soluzione efficace nel giorno dell’inaugurazione deve continuare a funzionare quando le piante saranno cresciute e l’intera area avrà raggiunto la propria configurazione definitiva.

Anche le barriere possono diventare parte del paesaggio

La mitigazione acustica sta progressivamente superando il concetto della semplice “parete contro il rumore”.

Una barriera può essere progettata per accompagnare un’infrastruttura, seguire le caratteristiche architettoniche dell’ambiente e dialogare con gli elementi naturali presenti.

Questo cambio di prospettiva è importante soprattutto nelle città.

Le infrastrutture non sono oggetti isolati.

Vengono viste ogni giorno da migliaia di persone e diventano parte del luogo nel quale sono inserite.

Per questo efficacia acustica e qualità estetica non dovrebbero essere considerate esigenze contrapposte.

Possono diventare parti dello stesso progetto.

Prima la prestazione, poi l’integrazione

Il punto fondamentale rimane però uno.

La componente paesaggistica non deve sostituire la prestazione tecnica richiesta.

Il primo obiettivo di una barriera antirumore rimane quello di contribuire alla mitigazione dell’impatto acustico.

Una volta definite correttamente geometria, caratteristiche della schermatura e materiali, è possibile lavorare sull’integrazione con il contesto.

CIR Ambiente S.p.A. sviluppa sistemi per la mitigazione acustica destinati alle infrastrutture stradali, ferroviarie e ad altri contesti nei quali è necessario controllare la propagazione del rumore, con soluzioni che possono essere configurate in funzione delle caratteristiche tecniche e architettoniche del progetto.

Perché il verde può rendere un’infrastruttura più piacevole.

Ma la soluzione migliore nasce quando paesaggio e prestazione acustica vengono progettati insieme, senza confondere il ruolo dell’uno con quello dell’altra.